Ritornare a Domus Otium

Io tornerò vivo sotto le tue piogge rosse.
Tornerò senza colpe a battere il tamburo,
a legare il mulo alla porta,
a raccogliere lumache negli orti.

Leonardo Sinisgalli, Lucania, 1947.


Questa è la storia di un ritorno, o meglio di tanti ritorni.

Più persone tornano a casa, un animale torna a percorrere i sentieri, più semi tornano a germogliare, una terra torna ad essere coltivata, più elementi tornano ad avere senso.

Siamo in contrada Arnici ad Atena Lucana, è qui che è tornato tutto questo; lentamente e ostinatamente, a passo d’asino, il ritmo dell’Appennino e della sua gente. La nuova delle Lune Crescenti è una country house, i prodotti che la nutrono, le persone che ne hanno cura: Domus Otium.

Il seme, l’origine della storia

Amore per la Lucania. Per la famiglia. Per la terra. I semi tanti quante le origini. Non tutti germogliano. E tra quelli germogliati non tutti sono destinati a diventare frutto.

Ivan Di Palma è un filosofo, è un acuto osservatore delle cose del mondo e il mondo lo sa raccontare ma quando gli chiedi di parlarti della sua storia lo fa sempre con poche frasi, forse perché ogni singola parola ha un senso profondo.

Ivan è uno dei protagonisti di questo ritorno, lascia la carriera accademica perché vuole allevare asini lì da dove era partito, le montagne che segnano il confine tra la Campania e la Basilicata.

Nasce l’Asineria Equinotium e con Ivan gli asini ritornano a pascolare su questo tratto d’Appennino, come un tempo, quando condividevano con gli uomini il trascorrere delle stagioni. L’Asineria in questi anni fa conoscere il carattere di questo animale, la dolcezza riservata ai bambini negli incontri di onoterapia e la forza del fisico in percorsi di trekking someggiato, gli asini diventano così non solo un lascito del passato ma compagni di cura e di viaggio.

Parallelamente all’allevamento e alle attività connesse, l’Asineria è anche azienda agricola che con attenzione e cura semina grani antichi e ne fa un buonissimo pane. La ricerca dei semi, le difficoltà di una produzione delicata e difficile, l’apprendistato dai contadini del posto sono gli ingredienti dell’impasto di un’azienda che lievita al calore della passione. Non solo grano ma anche frutti salvati dall’estinzione, cultivar autoctone e una vigna quasi centenaria reimpiantata disegnano il bellissimo paesaggio circostante.

Le intemperie, le prove

L’imprevedibilità della natura. Accettare la sua insondabilità come essenza stessa della tua ricerca. Capire che il contadino è il primo grande inquinatore della storia. Accettarlo. Continuare ogni giorno ad ascoltare la terra e  tentare di capire come meno nuocerle. Imparare a produrre anziché raccontare. E raccontarsi poi ogni sera attraverso i segni sulle mani. Aprire il cuore ai rumori e ai silenzi del posto che vivi. Dimenticare di saper leggere le lettere e imparare a leggere gli odori e i segni. Essere tutt’uno con i tuoi animali e con le piante di cui ti prendi cura.

L’agricoltura ha a che fare con le variabili della natura, alle buone annate si alternano quelle cattive in un ciclo annuale in cui l’uomo, anche se contadino-filosofo, non è che uno dei tanti elementi in lotta per la sopravvivenza. L’allevamento e la produzione agricola fanno i conti con le variabili della vita, con le stagioni, con il continuo apprendistato dagli antichi maestri e l’adeguamento alle regole della produttività.

La vera prova è resistere con tenacia a queste variabili, costruire granai che conservino l’eccedenza che la terra ha concesso e condividerla con chi vuole comprendere meglio un rapporto millenario, quello dell’uomo con la terra che vive.

Il raccolto, i risultati

Uno dei frutti più belli di questa storia è un rifugio per lo spirito che culla con l’ospitalità degli antichi chiunque si trovi ad attraversare questa terra di confine. Nel 2016, Ivan e Walter, suo fratello psicologo, mettono in piedi Domus Otium, una country house incastonata tra le montagne della Lucania Occidentale, struttura ricettiva dove trovare la pace e la serenità.

Domus Otium ripropone sulla tavola degli ospiti i prodotti dell’azienda agricola e dei contadini del luogo elaborati nelle ricette tradizionali, offre la possibilità di rinvigorire il corpo nella sua SPA, di dedicarsi ad escursioni a passo d’asino con letture e racconti (“Ciucciomaieutica”) nei sentieri circostanti, di avere una casa a cui ritornare dopo aver visitato il patrimonio storico-artistico del Vallo di Diano.

La peculiarità di questi servizi è che dietro ad ognuno di essi vi è una ricerca affinata negli anni, frutto di reti tra produttori, di difesa del paesaggio, di conoscenza del genius loci.  Il concetto alla base di questo bellissimo angolo di pietra e di storia è offrire agli ospiti la possibilità di assaporare questa terra, di camminarla e conoscerla attraverso i sensi, di ritornarci perché qui si è trovato il pensiero che fonda l’essere nel mondo:

continuare a vivere sapendo che quello che hai fatto e che farai non avrà mai un risultato compiuto ma sarà appunto “lavoro di vita”. Raccolti di stagioni trascorse a vivere le “cose” del proprio mondo mettendoci le mani e la testa.

http://www.domusotium.it

A cura di Simone Valitutto

3 pensieri su “Ritornare a Domus Otium

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