Un’arca di PiantaGrani può custodire meraviglie

L’uomo che sposta una montagna comincia portando via piccole pietre.

Confucio.

Era il 2015 e Lino, stimato collega di vecchie esperienze di lavoro, mi aveva parlato con entusiasmo dell’Associazione che stava sviluppando, quale progetto principale, il recupero di un ecotipo antico: un pomodoro dal nome curioso che faceva pensare più al vino che all’ortaggio.

La vicenda mi aveva molto incuriosito, e l’entusiasmo mi aveva già contagiata.
Presi parte al crowdfunding (raccolta fondi) che era in corso e sui social media,
come se le parole fossero dettate da qualcosa di atavico e istintivo, scrissi:
“Con queste belle e creative iniziative, forse si riuscirà a risollevare e a valorizzare il patrimonio campano! Da prendere a esempio!”.  Era Febbraio del 2015. Fino al maggio del 2016 ho osservato – e ogni tanto supportato – il progetto principale all’Associazione Arkos finché mi fu chiesto di entrare a far parte dell’Associazione,  grande soddisfazione e onore per me.

La missione e i valori di Arkos  sono in linea con me: amore per il territorio, trasformazione culturale, stimolo alla creazione di reti, sensibilizzazione e innovazione per lo sviluppo di stili di vita sostenibili.

Annarita, Giovanni, Maria, Mariella, Maurizio, Lino, Vittorio e io – questi i componenti dell’Associazione Arkos – ognuno con il proprio contributo allo sviluppo di idee e progetti sulla base alle rispettive professionalità e attitudini. Ogni giorno, inoltre, possiamo contare sul supporto esterno di Vincenzo Tancredi.

Una squadra di PiantaGrani.

Il seme, l’origine della storia

Il primo progetto che ha sviluppato con successo l’Associazione è quello della ricerca, del ritrovamento e della ri-messa a dimora dei semi del Fiaschello Battipagliese.

Raccontiamo un po’ delle avventure di questo pomodoro bello e buono?  Per arrivare  sulle nostre tavole ci è voluto tempo, pazienza e tenacia, vale proprio la pena sapere come e perché.

Il progetto nasce nel settembre 2013 per intuizione dell’agronomo Sergio De Vita e di Mariella Liguori. Le attività di recupero di quella fase non portano purtroppo ai  risultati attesi.

Mariella non si arrende, e riprende la ricerca sistematica dei semi del Fiaschello presso tutte le aziende e tutti gli agricoltori della pianura di Battipaglia, acquisendo semi d’epoca, laddove reperiti; la ricerca viene portata avanti con un protocollo, dei questionari. Tutto rigorosamente catalogato e analizzato.

Alla ricerca talvolta partecipa anche Vincenzo: “La parte più emozionante dell’esperienza è stata proprio aver conosciuto tante persone belle e genuine, averne ascoltato la storia, aver ricordato con loro i tempi d’oro della Battipaglia ricca e famosa per il pomodoro e il tabacco. Abbiamo incontrato anche tante famiglie di imprenditori che hanno fatto la storia di queste terre.”

Sempre così: scovare le storie, le bellezze naturali e umane del territorio arricchisce, è una crescita e una sorpresa continua, si incontrano tanti PiantaGrani e ci si riconosce.

I veri semi del Fiaschello vengono reperiti nella zona di Fasanarella presso una anziana agricoltrice di 100 anni la quale, anche con il supporto delle nuora, racconta la storia di questo pomodoro tracciandone la storia con sorprendente lucidità.

Mariella, che ama il Fiaschello come un bambino da accudire, si commuove ancora al ricordo:

“Quando l’ho trovato, dopo tanta pervicacia, tanta fatica, cosa ho provato? Una sensazione unica e indescrivibile. Una emozione senza fine. E come se avessi partorito il mio terzo figlio. L’ho cercato, l’ho trovato, l’ho curato, gli ho dato calore, gli ho preparato il cammino, il terreno migliore affinché potesse diventare forte e rigoglioso. Ancora oggi quando mi chiedono di lui mi commuovo…”

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I semi di Fiaschello Battipagliese appena reperiti dai contadini della Piana del Sele di Battipaglia.

 

Le intemperie, le prove.

La ricerca dei semi era stata affascinante, ma molto dura. Le colture estensive di quel pomodoro erano ormai solo un ricordo, terminate negli anni ’70 a causa di una devastante virosi. Ridare vita ai semi ritrovati richiedeva una struttura, era il momento di profondere nel progetto ancora maggiore tenacia.

Alla fine del 2014 il progetto parte definitivamente con la costituzione di Arkos,  Maurizio e Lino con le loro professionalità vanno a rinforzare una squadra già bella, pronta e volitiva.

A gennaio 2015 viene registrato il Marchio.

Maurizio Bianchi – agronomo dell’Associazione – descrive così il motivo che lo ha spinto a prendere a cuore il progetto, perdendosi  nei ricordi di quando, giovanissimo, arriva da Roma a Battipaglia:

“Ero stato assunto da un importante Ente di ricerca in agricoltura e dopo 6 mesi di tirocinio presso un centro sperimentale in provincia di Lodi fui assegnato alla mia sede definitiva di Battipaglia.

La Piana del Sele fu per me una meravigliosa scoperta: terre fertilissime, abbondanza di acqua ed un clima mite che permettevano la coltivazione di ogni ben di Dio per dodici mesi l’anno. Il paesaggio era composto da un susseguirsi di frutteti e  campi con tutti i tipi di ortaggi, salvo poi arrivare all’azienda dei “Cinesi” e trovare ettari ed ettari di tabacco riparato dai raggi del sole con grandi teli di garza bianca.

Accanto all’Istituto dove lavoravo c’era una famiglia di agricoltori che coltivava alcuni ettari di terra a pomodori. Al momento della raccolta andai a curiosare e vidi migliaia di piante tenute ritte da pali di castagno ed una montagna di cassette ricolme di pomodori pieni di succo rosso e profumato….”l’oro rosso della Campania”. Erano simili al famoso S. Marzano ma un po’ più corti e con un lieve ingrossamento verso l’apice, chiesi il loro nome e mi dissero che erano il “fiaschello battipagliese”….era l’estate del 1973”

Iniziò nei primi mesi del 2015 la fase della Comunicazione del Marchio del Fiaschello Battipagliese e della raccolta fondi per procedere con la sperimentazione. Lino, con il suo stile da tecnico e aplomb analitico, conferma:

“Il mio supporto all’Associazione Arkos è stato principalmente nell’utilizzare le tecnologie digitali ed utilizzare l’innovazione come asset per la riscoperta delle tradizioni del nostro territorio. Il primo progetto è stato il recupero del pomodoro antico Fiaschello Battipagliese utilizzando la tecnologia per coinvolgere i cittadini dal basso e attraverso un progetto di crowdfunding finanziare le prime attività di ricerca”

Il crowdfunding fu proficuo e il progetto già nel 2015 poté partire con la messa a dimora delle piantine e le prime produzioni di Pacchetelle e Passata artigianali.
Maria, tesoriere dell’Associazione, per l’occasione ricopre il ruolo della masta (un vero direttore d’orchestra) dando indicazioni sulle trasformazioni artigianali del Fiaschello, lei che da prima figlia, fin da piccola, si occupava personalmente con la famiglia a preparare le conserve per l’inverno.

Il raccolto, i risultati

Nel 2016, il progetto Fiaschello Battipagliese viene riconosciuto quale eccellenza territoriale da Symbola – Fondazione delle Qualità Italiane nell’ambito del percorso “Banca delle Qualità Campane” voluto dalla Cassa Rurale di Battipaglia.

E intanto il progetto del Pomodoro ritrovato, si incrocia e si sviluppa con varie realtà gastronomiche di altissimo livello di tutta la Regione Campania: pizzerie di eccellenza, sommelier e carta del pomodoro, Eccellenze Campane a Napoli, Colorito a Caserta.

I semi di Fiaschello Battipagliese, inoltre, con pubblicazione sulla Gazzetta n.252 del 27 Ottobre 2016, vengono iscritti nei registri delle varietà dei prodotti sementirei, quale varietà di pomodoro da conservazione.

L’Associazione Arkos, fedele all’etimologia del suo nome, ancora una volta fa da scrigno: conserva e distribuisce i semi di Fiaschello.

Tanti sono i progetti dell’Associazione Arkos rispetto al pomodoro Fiaschello Battipagliese: il primo obiettivo è fare in modo che questo pomodoro corposo, vermiglio e saporito, rimanga a lungo sulla tavola degli italiani quale eccellenza,  e venga conosciuto quale valore di bontà semplice e raffinata anche oltre i confini italiani.

Grazie alla tenacia e alla perseveranza della squadra, anche con la cura di Giovanni, Annarita e Vittorio per le rispettive competenze, si attivano nel frattempo progettazioni di alto livello che prevedono sviluppi nell’ambito della Biodiversità, che è tra gli obiettivi dell’Associazione. Attendiamo tuttora alcuni esiti importanti e contiamo in belle soddisfazioni.

Ed è proprio nel grembo di Arkos che nasce la mia idea di coltivare il grano antico nelle mie terre di origine: i miei colleghi dell’Associazione mi hanno supportata e incoraggiata, ognuno in base alle proprie attitudini e alle proprie possibilità.  In particolare con Maurizio, che mi ha affiancata nella ricerca dei semi e nella semina, e con Vincenzo e Maria, grazie ai quali abbiamo fatto la bellissima esperienza di fare il pane all’alba nell’entroterra Cilentano. Ma questa è un’altra storia.

Non dimentichiamo inoltre che è in seno ad Arkos,  anche grazie al  percorso con la “Banca delle Qualità Campane” che nasce  il seme del progetto Storie di Piantagrani.

Seguiteci, perché Arkos semina molto e ha da raccogliere molto.

A cura di Loredana Parisi

http://www.associazionearkos.it

http://www.fiaschello.it

 

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