Ho sete.

Il chicco strambo si è riprodotto, nonostante la siccità di dicembre, gli stormi di uccelli, la scarsità di pioggia in generale. Le spighe stanno via via fiorendo.

Ora però il campo ha davvero sete. Le spighe sono fiere ma timide, la terra è spaccata, i pochi papaveri avvizziti, alcuni steli di grano sono giallastri e tristi.

C’è bisogno di acqua.

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La terra spaccata. L’acqua scarseggia da mesi.

La difficoltà non riguarda solo il nostro campo di grani antichi, soffrono tutte le campagne della Campania e oltre.

Se non piove, “le spighe rimarranno vuote”: quelle del grano e quelle di foraggi, mi dicono gli agricoltori esperti.

Una annata da ricordare, la nostra prima annata da PiantaGrani.

Ho chiesto quali fossero i riti che i contadini anticamente utilizzavano per propiziare le piogge.

Qualche anziano si ricorda lunghe celebrazioni e gruppi di preghiere, campane a distesa per richiamare l’attenzione di Dio sulla probabile catastrofe da siccità prolungata. Qualcun altro si ricorda che con gli archibugi da caccia si “sparavano le nuvole”.

In alcune località del Sud Italia, si facevano lunghe processioni propiziatorie, inerpicandosi sulle montagne o le colline dove avevano sede i luoghi di culto più adatti a raccogliere l’intimità di preghiere profonde, ed a elargire offertori per chiedere la Grazia di salvare i raccolti e assicurarsi quanto meno pane, olio e vino per un altro anno.

L’antropologo Simone Valitutto mi riferisce che nell’Alta Valle de Sele, nella zona di Palomonte dove si trova il nostro campo, ci si inerpicava sul Monte tre Croci, trascinandosi dietro come offerta e sacrificio un grosso e pesante masso. Non trovate questa immagine molto significativa e toccante?

Vogliamo farlo anche noi: i riti propiziatori vanno amati e rispettati. Spesso, chi li ha immaginati e attivati, ne sapeva più di noi.

Noi innoviamo le tradizioni che avevano un senso, anche quelle fatte di spiritualità essenziale e primitiva, quella che “sfugge agli occhi”.  Il nostro “masso” da portare su, sarà il cuore da sciogliere e da aprire al coraggio di affrontare quello che viene, chi ci accompagna?

Testo di Loredana Parisi

Foto di Gianluca Bertone

 

 

 

2 pensieri su “Ho sete.

  1. Che bello! Mi fai emozionare ogni volta che ti leggo.
    Io vi accompagno col cuore. In bocca al lupo e che le nuvole di pioggia si ammassino (ma non troppo) sulla nostra assetata Campania

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