50 anni di originali storie pasticcere.

La storia è una galleria di quadri dove ci sono pochi originali e molte copie.

Alexis de Tocqueville.

Ascoltando la storia di Emilio e della sua famiglia, ho pensato immediatamente all'”originalità“. La Pasticceria Elia, è un genuino luogo di eccellenza pasticcera, dove il passare del tempo ha solo rafforzato l’originalità e la qualità delle creazioni. Situata al centro della famosa città del cinema per i ragazzi di Giffoni Vallepiana, sui monti Picentini in provincia di Salerno, la pasticceria Elia produce bontà dalla primavera del 1968.

Ho visto per la prima volta Emilio Soldivieri mentre presentava i suoi dolci fatti con olio di oliva al buffet della celebrazione dei 50 anni del Frantoio Torretta, altra eccellenza raccontata dal blog. I dolci erano buonissimi, avevano una spiccata personalità, ed Emilio aveva un largo sorriso simpatico. Mi piacquero gli uni e l’altro. Ci ho messo un pò di tempo, ma andava fatto: Emilio e i suoi dolci sono ad honorem una storia da PiantaGrani da ascoltare con attenzione. Quando ho visto sui social l’ultimo suo progetto, sviluppato con Antonella Petitti per Natale, ho deciso che era tempo di prendere un caffè con lui e la sua storia. E ho avuto il privilegio di ascoltare il racconto direttamente dalla voce di Elia, il papà che ha fondato la solida pasticceria di famiglia.

Il seme, l’origine della storia

Elia Soldivieri iniziò nel 1961- per caso – la sua carriera da pasticciere. Era giovanissimo, viveva sui Picentini in una modesta famiglia e cercava lavoro: chiese di imparare il mestiere di autista, ma serviva un garzone di pasticceria a Salerno. Iniziò quindi a lavorare presso note pasticcerie dell’epoca.
Elia stava ore e ore in piedi, lavorava sempre di notte, senza vedere il sole. E guadagnava pochi spiccioli. Ma resisteva, imparava, cresceva.
Dopo vari anni di quella vita, andò a Bologna, poi in Sicilia per imparare nuove cose, poi decise di tornare nella sua terra e di aprire un laboratorio tutto suo.

Nel 1968 Elia si sposò con la bella Teresa e aprì la sua pasticceria. Cominciò ad utilizzare le tecniche imparate quando era garzone e poi raffinate attraverso il confronto con altre realtà in giro per l’Italia.

Le intemperie, le prove.

Elia iniziò subito a proporre le sue creazioni in cui utilizzava il lievito madre con uno specifico metodo di mantenimento e poi prese a raccontare il suo terriorio utilizzando le materie prime dei picentini e delle terre salernitane.

Non fu semplice far conoscere e far accettare ai propri compaesani una pasticceria naturale e sobria, ma allo stesso tempo ricercata ed elegante. Lui e Teresa, nonostante i bambini piccoli e il tanto lavoro, rimasero fermi nel continuare il loro impegno di offrire un prodotto di grande qualità. I sacrifici e la fatica furono enormi.

Elia e Teresa, instancabili e appassionati, erano sotto lo sguardo attento di Emilio, il loro figlio maschio che negli anni sviluppò talento e amore per il mestiere del pasticciere. Emilio approfondì la sperimentazione con le materie prime tipiche del territorio: nocciola di Giffoni, olio d’oliva delle colline salernitane, mela annurca e tanti altri. Utilizzava il lievito madre che tanto prediligeva Elia, antichissimo. Lievito che ancora oggi Emilio cura ogni giorno come un bimbo e che come un bimbo richiede tempo e abnegazione. Le sue sono tuttora innovazioni difficili da introdurre in pasticceria, dove si tende a standardizzare e velocizzare tutto, perchè ogni cosa sia sempre più profittevole. Del resto, Emilio aveva sempre avuto degli ottimi esempi di determinazione e forza: chi può distoglierlo dal perseguire i suoi progetti improntati sulla qualità e la ricerca?

Il raccolto, i risultati

Dal 1995 in poi, Emilio iniziò a partecipare a concorsi nazionali ed internazionali salendo sul podio varie volte. Le sue creazioni più famose sono i dolci con la nocciola tonda di Giffoni e quelli a base di mela annurca candita che Emilio inventò nel 2013.
La missione della pasticceria Elia è lavorare bene, crescere, dare qualcosa al territorio.
Papà Elia già presidente dell’Associazione Pasticcieri, è stato insignito dal loro stesso collegio a fare formazione per i giovani. E infatti nella loro pasticceria si fa formazione, Elia ed Emilio danno tutto quello che sanno ai ragazzi che intendono apprendere il loro mestiere.
Emilio è decisionista e determinato, i dolci li pensa grazie a qualche suggestione, poi li sogna la notte e li realizza la mattina. Così è accaduto per il pan di stevia, il progetto realizzato con Antonella Petitti. Il Pan di stevia è nato infatti dell’assaggio della foglia di stevia nel giardino di Antonella. Quelle di Emilio sono spesso folgorazioni sulle strade della natura. Nella pasticceria Elia ogni giorno si lavora con le farine integrali per i lievitati,  stevia, nocciole, olio e melannurca. Emilio continua a studiare, a sperimentare, ad accudire il suo lievito che ha regalato anche a me. Bello rinfrescare un lievito così antico e prodigioso. Un’emozione.

Chissà cosa si inventerà per marzo, per i 50 anni dell’amata pasticceria di famiglia?

Foto e testo di Loredana Parisi

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