La via dell’arte per un nuovo umanesimo

Se il mondo fosse chiaro, l’arte non esisterebbe.
(Albert Camus)

In una “ordinaria” mattinata di quarantena, sul palcoscenico social che compulsivamente propone intrattenimento per chi in teoria non ha altro da fare, ascolto parole ispirate che sanno andare oltre quello che dicono. Come solo l’arte è capace di fare.

Il mondo è un vortice che non si ferma, la Natura rivendica la sua supremazia mandandoci chiari segnali ma noi non riusciamo ad ascoltarla perché siamo uomini che hanno perso l’umanità. All’interno del confuso vortice ritroviamo la serenità dei saggi. La profonda navata si apre allo spettatore in un’immobile tranquillità nella quale l’uomo riprende i ritmi che la Natura ci implora di ritrovare. Fuori dalla scena, la Terra scorge quanto sta accadendo e forse per l’umanità ci sarà nuova speranza. Beatrice, portatrice del mondo, pone lo sguardo oltre lo scompiglio, e riporta la Terra al centro dei pensieri dei saggi. L’ingegno dell’uomo si identifica con l’artefice del pensiero divino. La bellezza salverà il mondo, in attesa di un nuovo Rinascimento. Ritornando al passato, senza che ciò sia regressione, potremo proiettarci nell’unico futuro possibile.

Manifesto Giffoni50

È l’artista salernitana Federica D’Ambrosio che descrive l’immagine creata per Giffoni50 dal titolo “Terra“, nata per celebrare il mezzo secolo di vita del Giffoni Film Festival (in programma dal 16 al 25 luglio 2020).

La scena si apre su una rivisitata scuola di Atene di Raffaello, con i saggi al centro di un vortice distruttivo. Beatrice indica la strada verso un nuovo rispettoso equilibrio fra uomo e Natura, la vera luce che ci condurrà fuori dalla “selva oscura” . Il colore predominante è il verde della speranza.

Voglio approfondire, ma ha senso soffermarsi a raccontare un’immagine?

La risposta me la dà l’immobilismo di questi giorni. In un momento storico in cui, non solo metaforicamente, il mondo è in isolamento a causa del Covid-19, tutti siamo chiamati a ripensare il modo in cui abitiamo la Terra, per ricominciare a viverla per davvero.

E l’arte, attraverso la sua lente sul mondo, può indicarci una via possibile verso la nascita di un nuovo umanesimo. Mi metto in contatto con Federica, per rivolgerle alcune domande e provare a capire insieme come potremo proiettarci verso un futuro diverso, più umano e perciò più vicino alla vera essenza dell’uomo. Del resto cos’è un uomo senza umanità?

Federica D'Ambrosio

Qual è il percorso creativo che ti ha portato alla nascita dell’immagine per Giffoni50?

L’immagine è nata con un serrato confronto col direttore Claudio Gubitosi cercando di esprimere al meglio i suoi desideri in immagini. Dopo essere partiti da lontano, ci siamo focalizzati su “La scuola di Atene” di Raffaello Sanzio. Le menti dei saggi mi hanno conquistato. Ritornare all’uomo nella sua grandezza mi sembrava l’unico modo di dare speranza alla Terra.

Perché hai scelto Beatrice, una figura femminile, per riportare la Terra al centro dei pensieri dei saggi?

Il compito di Beatrice è di indicare all’intera umanità la via per giungere alla salvezza calandosi nella selva oscura per riportare la luce. Dante e la Divina Commedia, oltre ad essere l’opera della letteratura italiana più famosa al mondo, è anche un’opera di forte denuncia dei mali e delle ingiustizie del mondo, ancora attualissima.

Nel testo che spiega il tuo lavoro dici: “Siamo uomini che hanno perso l’umanità“. Com’è potuto succedere? che cosa abbiamo perso di vista per arrivare a questo punto? 

Il mondo corre troppo (un vortice che non si ferma). Il mondo è in ognuno di noi e nelle nostre ansie. Abbiamo perso i veri valori, abbiamo perso i veri obiettivi da raggiungere. Ora siamo costretti a riflettere, purtroppo, nella maniera  più dolorosa, a causa di quello che stiamo vivendo. 

In questo momento in cui sono necessarie decisioni di svolta, si evidenzia la necessità di un nuovo umanesimo. Quale sarà il contributo dell’arte?

Per me il contributo dell’uomo è decisivo, ognuno con il proprio contributo. L’arte come sempre anticiperà i tempi. E’ una necessità della quale non possiamo fare a meno…

Raccontaci un po’ di te e del tuo lavoro. 

Per il Giffoni ho curato il manifesto anche delle edizioni 2007 e 2008. In generale proseguo il mio percorso artistico che mi sta portando ad esporre in tutt’Italia. Mi piace però non restare solo nell’ambito dell’arte; come illustratrice continuo a produrre immagini per vari eventi. Il contatto con i progetti ed i sogni degli altri continuano ad essere di ispirazione per le mie creazioni.

 

A cura di Assunta Coccaro

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