Il segreto di nonna Maria Giuseppa

Nonna Maria Giuseppa – detta nonna Puppina – è una delle ispiratrici del progetto del chicco strambo.
Nonna: dal tardo latino “balia”, “nutrice”. L’etimologia chiarisce subito la missione protettrice di chi copre questo ruolo.
Ero piccola e nonna Puppina faceva il pane compatto, solido, profumato. Una fetta del suo pane era indimenticabile, specialmente se condita con olio, sale e pomodoro, oppure semplicemente con il vino.
Nonna Puppina preparava il “criscito”, che dopo ore era gonfio, e metteva tutti gli ingredienti nella madia di legno enorme. Impastava, nella madia colma, la farina con l’acqua, e pian piano diventava tutta una massa uniforme e morbida.
Impastava, e impastava… e continuava anche per più di un’ora, perché nella pasta si dovevano aprire le “bolle”.
Poi preparava le “panelle”, che infornava e sfornava. E, alla fine, riusciva sempre a sfornare anche le focacce con l’origano e l’aglio. Poesia.
Il potere e, la capacità di imprimere un cambiamento, realizzando qualcosa di indimenticabile, a volte da soli: quanto insegnamento dall’energia trasformatrice di un essere così minuto?
Testo di Loredana Parisi
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Bello, gioioso e nuovo: i PiantaGrani e l’amore.

La storia del chicco strambo ha finora espresso il perché e il quando seminare. Ma è con il come che si fa la differenza.
Si semina per dare vita al nuovo, portatore di sorprese belle – forse qualcuna meno bella – sicuramente diverse dal vecchio.
La semina è l’occasione per dedicare tempo e spazio all’essenza, all’origine, alla rigenerazione, alla partecipazione, alla gioia: cosa sono questi elementi, se non la sostanza dell’amore?

 

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